martedì 8 giugno 2010

Le regole di Regoli

La grandezza di una città spesso la si verifica dai piccoli angoli che riescono a riservare sorprese o certezze.
A Roma esiste dal 1916 una piccola pasticceria, Regoli, a Via dello Statuto 60, in pieno quartiere Esquilino, ora terra di cinesi ed indostani, per lo più.




Regoli è la tradizione in pasticceria: non vi aspettate voli pindarici o gusti strani. Qui si viene per il maritozzo, la crostata, la millefoglie, la genovese col cioccolato o la crema... e non si rimane delusi ma felici e coccolati dalle tante donne che ci accudiscono e saziano la nostra voglia di dolce.



Io ho provato una genovese al cioccolato di qualità immensa, con un bel ripieno goloso e lo zucchero a velo. Eccellente.
Poi mi son portato a casa una pizza padovana, strano dolce poco dolce da mangiare a colazione con marmellate varie o... nutella! Altamente consigliato.

Morale: passate tra monti e l'esquilino e andate in gita da Regoli per un pò di sana dolcezza...

venerdì 21 maggio 2010

Premiata ditta D&DdeG!



Premessa: qui non scrivo solo di cibo e affini. Fine della premessa.
Ieri sera sono tornato indietro di 31 anni vedendo forse uno dei concerti più belli della mia vita. Ho visto il Work in progress 2010 di Dalla e De Gregori, la più riuscita reunion italiana degli ultimi anni.


Anna e Marco




Che dire? Che mi è piaciuto è riduttivo. Per chi, come me, sa a memoria buona parte del repertorio di Lucio e Francesco (chiamiamoli così, siamo amici da una vita), assistere ai loro duetti è stato da brividi.






Ricordo che una delle mie prime cassette (le audio cassette, quelle che se il nastro si ammollava lo tendevi con la matita o la bic!) fu proprio Banana Republic, ascoltata fino a consumare il nastro, fino a sapere a memoria persino la presentazione della band ("... abbiamo suonato e cantato...").


Piazza Grande


Cosa è cambiato in questi 31 anni (l'abum è del 1979!), oltre ai capelli più radi e grigi di tutti noi? Il repertorio, innanzi tutto, ovviamente arricchito da tutte le nuove produzioni. Ma poi anche gli arrangiamenti, specie quelli di De Gregori, che, si sa, è arrivato a suonare Buonanotte Fiorellino a tempo di mazurka o Rimmel in coro col pubblico. Dalla poi, col tempo, e le 70 primavere quasi alle porte, ha ridotto l'ampiezza della voce - vedi Caruso - riuscendo però spesso a migliorare le canzoni.



Rimmel, da cantare karaoke col pubblico...



I brividi... già, i brividi. Ognuno ha le sue canzoni del cuore, e sebbene mia sia dispiaciuto non ascoltare Generale, o Alice, o Ma come fanno i marinai, i ragazzi hanno tirato fuori dal cilindro conigli insospettabili, quali Nuvolari (versione clamorosa!) e i Muscoli del capitano.




Poi, classici grandi e commoventi: Anna e Marco, Futura, Balla balla ballerino per Dalla (e non è certo un caso che il pubblico si è infiammato per questo trittico datato tra il 1979 e il 1981, se non sbaglio), La donna cannone, Titanic (che io so tutta a memoria, e non è facile...) o La leva calcistica del 68.


Balla, balla ballerino



Il tutto condito dalla scenografia di Mimmo Paladino, autore noto ai più per un famoso Swatch di qualche anno fa e scambiato in questi giorni sui giornali per Pino Palladino, noto bassista (alla faccia della precisione!).
Mi è stato suggerito, da un amico spettatore con me, che in realtà i due non si amano troppo. Non so, io ho avuto invece l'impressione di due grandi che amano, se non il collega compagno di tour, gigioneggiare sul palco con tutta la loro esperienza.






In particolare Francesco mi è sembrato felice di poter saltellare sul palco con un buffo cappellino in testa, così lontano dalle sue esibizioni ascetiche e un pò statiche da solista (ricordo circa un anno fa all'auditorium... monacale, direi!) e con la forza di una band mista pronta a spingere (con una doppia batteria di percussioni) anche quelle canzoni nate forse più come poesie in musica (vedi, appunto, Rimmel).
Ecco, tutto qui. Peggio per chi non c'era, con la tentazione di rivederli se si trovasse un biglietto....

lunedì 3 maggio 2010

Lupo ululà... ma il libro Tivoli'!

Una delle cose che dico sempre in tutta onestà è che amo quando ancora riesco a stupirmi, ovviamente in senso positivo (in negativo capita, ma non è il massimo...).

Ecco, venerdì 30 aprile 2010 mi sono stupito nel conoscere un classico fiore nel deserto, ovvero la libreria (e non solo...) Fonti Sonore di Tivoli, in occasione della presentazione del libro "Il mio papà è uno chef!" di Francesca Barberini.

Il patron di Fonti Sonore è Roberto de Lellis, giovane e vulcanico, impegnato nella promozione non solo di libri ma anche di musica e cultura in genere.


un momento della presentazione



Ora, chi conosce la direttrice ove è ubicata Tivoli sa che la zona non è che brilli per promozione della cultura o anche solo delle bellezze ospitate in loco (pensiamo alle ville di Tivoli... uno spettacolo!). Anzi, posso dire che l'aria che si respira è quella di una certa rassegnazione al nulla, alla tristezza...




dediche e disegnini...



E allora ben vengano le FONTI SONORE ed anche i Raul Reperi (poi si capisce chi è, un attimo...).

Insomma, bella presentazione informale quanto è giusto che sia, con bambini e chiacchere, in un locale che straripa di libri e prelibatezze gastronomiche, e con l'intervento di due produttori di olio (le aziende Silvi Sabina Sapori e Lolli) e del panificatore Augusto Salvati di Cerreto Laziale.

Il tutto condito dai dolci di Raul Reperi (eccolo!), chef dell'AVEC 55, locale bomboniera e laboratorio di cucina dove abbiamo avuto una ottima cena post presentazione.


la porta dell'Avec 55 con la locandina dela presentazione



Raul è, come Roberto, una persona che brilla nell'ambito di Tivoli: il suo locale è piccolo e curato, con una bella porta rossa di "colonelliana" memoria. Le preparazioni sono curate e fantasiose senza essere mai esagerate, e la sua mano è ferma dall'antipasto al dolce (alcuni davvero notevoli).



Raul alla postazione banconata del suo locale



Sotto trovate qualche foto: per me, di assoluto rilievo l'involtino di coniglio e il salmone con la scatoletta di tonno, ma onestamente tutto da provare, anche a costo di rimanere un pò di tempo imbottigliati nella non semplice strada per Tivoli...









Morale, parafrasando un titolo di Camilleri (e qui parliamo di libri, no?), consiglio una "gita a Ti... voli" !

giovedì 22 aprile 2010

Chiamami Peroni.....

Tra i tanti pregi di Roma - insieme ai mille difetti - c'è quello di conservare gelosamente botteghe e negozi un pò particolari.
Oggi voglio parlare di Peroni, luogo sacro per molti amanti della cucina e delle più incredbili (o solo utili) attrezzature.
Già l'ubicazione parla da sè: è in una piazza che non esiste. Infatti Piazza dell'Unità (Peroni è al n. 29) non si vede, essendo non una piazza vera e propra bensì la strada che gira intorno a tre lati del mercato di Via Cola di Rienzo (il quarto lato è proprio su Via Cola di Rienzo).


L'entrata....


Guardando il mercato da Cola di Rienzo Peroni è nella strada a sinistra: la spiegazione così pedante è ncessaria perchè chi abita lì intorno, come me, sa che la ricerca di Piazza dell'Unità ha fatto molti dispersi...
Comunque, cos'è Peroni? L'insegna recita "tutto per la cucina - tutto per la casa" ma è riduttivo...



Io lo definirei l'antro delle meraviglie, la caverna di Alì Babà per gli appassionati di food e non solo, vista la incredibile quantità di oggetti disponibili.
C'è da perdersi tra coltelli, forme per dolci di ogni tipo, stampi in silicone che pendono ovunque, robottini e planetarie, piatti, tazzine, pentolame di ogni genere...
L'assortimento è veramente indescrivibile e onestamente non sono mai riuscito a non trovare quello che cercavo.
Nato tanti anni fa come "carbonaio", come si dice, ovvero rivendita di legna, carbone, gas e bombole, il negozio si è trasformato negli anni mantenendo l'attività originaria - ora delocalizzata - e allo stesso tempo puntando sull'oggettistica per la casa e la cucina amatoriale e professionale.

Il tutto poi, bisogna dirlo, e non per piaggeria ma per verità, condito da professionalità e gentilezza di tutti, da Eleonora (LA PERONI, come la birra...!) a tutto il suo staff, giovane e preparato.
E non solo: se navigate sul sito potete vedere cosa bolle nelle pentole e casomai acquistare on line....

Insomma, da provare se non già provato... in fondo, poter scrivere su un blog quel che si vuole consente pure di parlare bene degli amici, no?

martedì 20 aprile 2010

Il mio papà è uno chef a Milano!

Vorrei scrivere questo post con un bel tono da cinegiornale, tipo settimana INCOM...

(da leggere con voce un pò nasale)

Domenica, 19 aprile 2010, alle ore 16.30 si è tenuta la presentazione in quel di Milano del primo libro della nota conduttrice televisiva, e ora scrittrice, Francesca Barberini.





Il libro, intitolato "mio papà è una chef", è stato illustrato ai presenti nel corso di una divertente cerimonia tenuta sotto l'egida dell'editore Guido Tommasi nella location del Superstudio più a Via Tortona.


La deliziosa Alessandra della Guido Tommasi editore


Coadiuvata da ben quattro degli chef che hanno collaborato alla stesura del tomo di allegre ricette (erano presenti, in ordine alfabetico per non far danno ad alcuno, Fabio Baldassare, Igles Corelli, Oreste Romagnolo e Maurizio Santin), l'autrice, insieme anche al suo piccolo Tommaso, ha intrattenuto i numerosi astanti per oltre due ore con simpatici manicaretti che hanno deliziato grandi e piccini.

Oreste (patron del ponzese Orestorante) ha sfamato con i suoi tramezzini del giovane esploratore.


Oreste con la piccola Alice e Tommaso



Igles col figlio Alberto, già prossimo cuoco, ha preparato ben due tipi di pasta.


Igles e Alberto Corelli


Fabio con la figlioletta ha creato polpette con erbette e il buon Maurizio ha terminato con una soave crema al miele lavorando con suoi due gemellini.


Fabio Baldassare e la sua bimba


Maurizio Santin all'opera

Grande il successo di pubblico che fa ben sperare per forieri successi nelle vendite.
Un bel pomeriggio, scaldato dal tiepido sole milanese, che ha fatto da preludio (per il sottoscritto e per l'autrice) ad una serata trionfale di fronte ad un maxischermo... e chi vuol capire, capisca!

giovedì 25 marzo 2010

Il mio papà è uno chef



Io sono sempre dell'idea che un libro sarà sempre meglio di un blog o di internet, come l'enciclopedia britannica è meglio di Wiki...
Tanto detto, annuncio in questa indegna sede l'uscita del primo libro di Francesca Barberini del quale, e ne sono onorato, ho curato le illustrazioni.
"Il mio papà è uno chef" è un libro facile e divertente, di ricette e non solo.
Scritto con la collaborazione di alcuni dei più noti (e migliori) chef italiani, non si limita ad illustrare come e cosa cucinare, ma dedica spazio al rapporto tra papà e figlio, un rapporto speciale se il tuo papà cucina per te.
E' difficile per me - qui è il mio spazio e faccio come voglio - ringraziare qualcuno senza cadere nella retorica da Kodak theatre con Oscar in mano.
Mi limito quindi a ringraziare Francesca (che ha incredibilmente creduto in me e nei miei pupazzetti scarabbocchiati) e l'editore Guido Tommasi.
Il libro si trova in libreria e on line anche sul sito della guidotommasi.it .
Se poi non avete nulla da fare, la presentazione a Roma del libro sarà il 26 marzo alle 17.00 alla Città del Gusto del Gambero Rosso.
Poi, forse, andiamo in tour a Milano....

lunedì 22 marzo 2010

Buon Carciofone a tutti!





Domenica ti porterò sul lago, diceva Concato. Invece a volte domenica ti portano a Palo, per la precisione a Palo Laziale, a mangiare i carciofi da Augusto.
La premessa è doverosa: la zona è famosa per la produzione dell'ortaggio, tanto che a Ladispoli si tiene una famosa sagra in suo onore.
Comunque, Augusto è al km Km 36 circa dell'Aurelia e non ostante sia difficile da individuare, ieri c'era gente a fiumi.
Si mangia dentro o fuori in una veranda lambita dall'Aurelia, meno peggio di quello che potrebbe sembrare (intendo pensando a smog e rumore).




INSALATA DI CARCIOFI CRUDI



Menù carciofo al 100%. Insalata di carciofi crudi, carciofi alla romana, frittata di carciofi, tagliatelle casarecce con carciofi e lasagna in bianco con carciofi.
Ai secondi non siamo arrivati, ma credo ci fosse una frittura di pesce.




CARCIOFI ALLA ROMANA




Dolci casalinghi (torta alle mele, crostata, biscotti col vinello) e vino della casa che serve a mandar giù (quello che mischi con l'acqua, per capirci).
Risultato: l'insalata di crudi era strepitosa, così come i carciofi alla romana.
Ma, debbo dire, buono tutto in fondo.





TAGLIATELLE AI CARCIOFI




Non è certo alta cucina, ma quello ti aspetti.
Conto sui 30 euro a cranio, non poco onestamente, ma per una scampagnata può starci...
Dicono che fuori stagione "carciofara" si mangia bene il pesce: non so e non garantisco, sarà per la prossima volta.